i 10 migliori kit birra artigianale

Vediamo ora quali sono i dieci migliori kit per effettuare la birra in maniera artigianale ed in casa.

Kit Lager Coopers

Questo primo kit risulta essere in grado di offrire un livello di precisione unica nella realizzazione della birra: il tutto dipende dal malto Lager, che possiede un ottimo tipo di fermentazione e garantisce il miglior tipo di soddisfazione ad una persona, senza che vi possano essere degli errori di ogni genere.

Il kit Brewbarrel

Una sola settimana per poter riuscire a realizzare una buona birra e dieci minuti per poter mescolare assieme, in maniera corretta, questi ingredienti, cosa che non bisogna sottovalutare.
Sarà quindi possibile poter raggiungere il miglior tipo di soddisfazione possibile grazie a questo semplice kit, che permette di assaporare una buona birra tedesca con tanta schiuma.

Kit Hoppy

Coloro che amano la birra potranno essere in grado di poter ottenere il miglior tipo di soddisfazione.
Questo particolare kit permette di preparate una quantità massima di birra pari a trenta litri, tutta in una volta, senza dover ripetere il passaggio diverse volte rischiando di sprecare diversi ingredienti, cosa che non bisogna sottovalutare.

Kit Mr Malt

Anche questo kit risulta essere in grado di offrire un tipo di soddisfazione unica quando si deve preparare la birra, dato che sarà possibile poter riuscire a realizzare un tipo di birra chiara in brevissimo tempo.
L’ottimo sapore risulterà essere incredibilmente elevato, visto che Mr Malt punta molto sulla selezione dei suoi ingredienti, permettendo di realizzare un’ottima bevanda.

Kit Maiol

Si tratta di un kit che risulta essere abbastanza semplice da utilizzare e che permetterà, ad una persona che vuole assaporare l’ottima birra, di poterla gustare senza che vi possano essere delle problematiche di ogni genere.

La bevanda potrà essere preparata in maniera semplice e veloce, grazie al pratico tipo di manuale d’istruzioni che riscuoterà essere perfetto sotto ogni punto di vista.

Kit Pale Ale

Con questo kit, i clienti e amanti della birra saranno in grado di poter rimanere soddisfatti al cento per cento visto che sarà possibile poter riuscire a realizzare la chiara e la scusa senza rischiare di andare incontro a delle situazioni negative di ogni genere.
La preparazione risulterà essere precisa e perfetta sotto ogni punto di vista e priva di ogni errore.

Kit Cervenzanìa

Il kit ideale per i principianti, visto che permette di poter realizzare un tipo di birra che risulterà essere perfetta e che, allo stesso tempo, garantisce il miglior tipo di sapore nella propria bocca.
Pochi ingredienti e passaggi per un ottimo tipo di birra ideale da versate in tavola.

Kit Idea Kit Gold

Gold per un ottimo sapore e soprattutto per un tipo di birra che potrà essere preparata in una maniera semplice e veloce, senza che si debbano effettuare delle particolari tipologie di passaggi che rendono impossibile creare la birra.

Sarà possibile poter notare anche come, tale tipologia di kit, è caratterizzato da degli strumenti semplici e resistenti da utilizzare.

Kit Mybrewery

La propria birreria a portata di mano, che sarà in grado di offrire il miglior tipo di soddisfazione possibile.

Sarà possibile poter essere sicuri del fatto che, in brevissimi passaggi, la birra perfetta per la propria casa potrà essere realizzata ed il suo sapore sarà in grado di accompagnare ogni singolo tipo di pietanza servita in tavola.

Kit Pale Ale India

Ovviamente, coloro che vogliono assaporare un tipo di birra differente potranno ar ricadere la propria scelta su questo particolare tipo di kit, che sarà in grado di poter riuscire a far assaporare un tipo di birra differente sotto ogni punto di vista e dall’ottimo sapore.

Questi sono i diversi tipi di kit per la birra artigianale che si possano acquistare per poter produrre la birra stessa.

kit birra artigianale: 5 modelli economici

La produzione di birra artigianale, un tempo hobby di nicchia, negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi su larga scala, grazie agli indubbi vantaggi che presenta. La bevanda prodotta in casa difatti mantiene meglio le sue proprietà organolettiche, e da questo ci guadagnano sia il gusto che le sue riconosciute proprietà salutari: apporto di vitamine del gruppo B, azione antiossidante e antitumorale (relativa ad alcune forme di cancro), prevenzione dell’osteoporosi e altre ancora.

Ma a guadagnarci in realtà è anche il portafogli, dato che a parità di litri di birra prodotti, il costo, una volta ammortizzate le spese iniziali (e non ci vuole molto), risulta inferiore rispetto sia alla birra artigianale acquistata che a quella industriale.

Infine, grazie alla diffusione di kit completi per produrla, che consentono di saltare alcuni passaggi laboriosi, la preparazione di birra casalinga risulta facile e fonte di soddisfazioni.

Qui di seguito troverete un elenco di 5 validi kit economici per l’homebrewing, che a fronte di un prezzo contenuto permettono di ottenere una bevanda gradevole e personalizzata. Hanno tutti un costo inferiore agli 80 euro e sono facilmente reperibili online su Amazon.

Kit fermentazione birra lusso con un malto Lager Coopers

E’ un kit completo offerto con un tipo di malto che ogni amante della birra conosce alla perfezione. Forse il più venduto al mondo, il Lager Coopers qui incluso, difatti, è un malto d’orzo australiano apprezzatissimo per produrre una bevanda di tonalità paglierina e dal gusto delicato, con una schiuma densa e voluminosa. La busta che si trova nella confezione, da 1,7 kg, è sufficiente per produrre 23 litri di birra.

Oltre a questo troviamo 2 contenitori: uno è l’indispensabile fermentatore, da 25 litri, e l’altro si usa per travasare la birra; ambedue hanno in dotazione un tappo ermetico.

Poi c’è un gorgogliatore, che consente di controllare il processo di fermentazione e di espellere l’anidride carbonica evitando aumenti di pressione, una paletta lunga, un termometro a cristalli liquidi, una tappatrice per tappi a corona, inclusi con una confezione da 100 pezzi, un rubinetto e un tubo di travaso, e per controllare la fine del processo di fermentazione e la densità del mosto, un densimetro e un cilindro (quest’ultimo da riempirsi per i test sulla densità).

Per le operazioni di igienizzazione è inclusa una busta da 200 gr di metabisolfito di potassio enologico. Infine, a corredo si trova anche un utile manuale di istruzioni.

Ecco il link al prodotto: Kit fermentazione birra lusso con un malto Lager Coopers

Kit birra lusso Mr.Malt

Altro buon kit completo, il Mr.Malt permette di produrre 23 litri di birra Lager senza bisogno di ulteriori accessori, a parte le bottiglie. Il fermentatore è da 28 litri. A differenza del modello precedente non include un secondo contenitore per il travaso, ma in compenso troviamo un dosatore per lo zucchero da aggiungere, un detergente e uno scovolino per le bottiglie.

Per il resto la dotazione è analoga: gorgogliatore, tappatrice per tappi a corona con 100 tappi, busta da 200 gr di metabisolfito di potassio enologico, termometro, rubinetto e tubo di travaso e un densimetro con cilindro. Non manca neppure un manuale di istruzioni completo.

Ecco il link al prodotto: Kit birra lusso Mr.Malt

Hoppy kit a 2 fermentatori + 1 malto a scelta

Un kit allettante che offre ben 2 fermentatori ermetici da 30 litri cadauno con maniglie, rubinetto salvagoccia e termometro, 2 gorgogliatori, densimetro e cilindro, dosatore per lo zucchero, mestolo, tappatrice con una confezione di tappi corona e infine una confezione di malto fra cui è possibile scegliere: Lager, Pilsner, il malto base di maggior utilizzo nell’Europa continentale, con il quale si produce una birra chiara dall’aroma tendente alla crosta di pane, Weizen, di malto di grano, che produce una birra aromatica più scura, Yorkshire Bitter, per una birra dolce dalla schiuma densa e duratura, India Pale Ale, per un risultato dal sapore più marcato e amaro, in cui ha forte risalto la componente luppolata, e infine lo Stout, un malto fortemente tostato con il quale si otterrà una birra scura, dal sapore che ricorda il caffè tostato.

Ecco il link al prodotto: Hoppy kit a 2 fermentatori + 1 malto a scelta

Kit Nano Birramia

Piccolo ma completo kit, con ben 14 accessori, per produrre 10 litri di birra alla volta. Ottimo per chi si accosta all’homebrewing per la prima volta o per coloro che sono in vena di esperimenti. Birramia è un negozio italiano, come italiane sono le istruzioni del manuale accluso.

Oltre al malto nella confezione si trova tutto l’occorrente: fermentatore con tappo a incastro, gorgogliatore, densimetro e cilindro, sanificante, dosatore per zucchero, rubinetto, termometro, un comodo scovolino e un’asta per l’imbottigliamento.

Ecco il link al prodotto: Kit Nano Birramia

Starter kit Brewbarrel per birrificazione in una sola settimana.

Con un costo che si aggira sui 35 euro, questo kit completo, adatto per un regalo e per homebrewers esordienti, è il più economico della categoria. Promette di ottenere birra (Lager) con una singola settimana di fermentazione, anche se forse è consigliabile prolungare di qualche giorno.

La preparazione è molto veloce e si spilla direttamente dal barilotto da 5 litri. Nella confezione si trovano le istruzioni in italiano, le bottiglie con gli ingredienti principali, ossia l’estratto di malto e l’estratto di luppolo, lievito di birra, 1 valvola per il controllo della pressione e 3 sottobicchieri.

Ecco il link al prodotto: Starter kit Brewbarrel per birrificazione in una sola settimana.

Malto per birra: dove trovare i migliori

La birra è una bevanda alcolica molto diffusa; essa si ottiene tramite la fermentazione di alcuni tipi di zuccheri che provengono dai cereali, in particolare dall’orzo. Esso è particolarmente utilizzato nella produzione della birra, in quanto possiede una grande varietà di enzimi, amido e una scorza che facilita il processo di filtrazione delle trebbie. Il malto è l’ingrediente principale per la composizione della birra.

Attraverso diversi passaggi, l’orzo diventa ”malto d’orzo”. Attraverso la maltazione si producono diverse sostante che aiutano il processo di fermentazione, vanno a formarsi sostanze che rendono l’odore della birra più gradevole e gli amidi all’interno dei cereali si disgregano. Nello specifico, il processo di maltazione è composto da quattro fasi diverse: la bagnatura dei semi dell’orzo, germinazione, essiccazione e tostatura.

Durante la prima fase l’orzo viene immerso in grandi vasche di acqua per un tempo che tendenzialmente è lungo tre giorni; lo scopo è quello di ripulire tutti i semi alla perfezione ed inumidirli anche internamente. Nella seconda fase, i chicchi di orzo vengono riposti su un ripiano che deve raggiungere la temperatura di diciotto gradi. L’alta temperatura farà spuntare un piccolo germoglio su ogni chicco, il quale formerà gli enzimi necessari al processo.

Questa fase ha una durata che può variare dai quattro ai sei giorni. Nel momento in cui questa fase si può ritenere compiuta, l’orzo prenderà ufficialmente il nome di ”malto”.

Quanto la piccola radice raggiungerà una lunghezza pari a circa 3/4 del chicco, il processo potrà dare vita alla terza fase, quella dell’essiccazione. Se nella seconda fase si richiedeva una maggiore umidità all’interno di ogni chicco di orzo, ora è importante che questa si riduca, alzando la temperatura fino a trenta gradi, inizialmente, per poi aumentarla ulteriormente fino a cinquanta. In questo modo si arresta definitivamente il processo di germinazione. il metodo in cui viene effettuata la tostatura porterà ad ottenere diverse tipologie di malto.

La quarta e ultima fase comprende un aumento ulteriore del grado del calore. Con una temperatura compresa tra i settanta e i cento gradi, si possono ottenere tipologie di malto dal colore chiaro. Con temperature ancora più alte si possono ottenere malti dall’aroma forte e molto colorati; essi avranno una minore percentuale di zucchero al loro interno, in quanto l’alto grado porterà a caramellarlo. Per i malti scuri e aromatici si deve raggiungere un grado di temperatura pari a duecento. Al concludersi delle quattro fasi, si deve procedere con una fase di riposo che deve necessariamente durare almeno trenta giorni. A questo punto si può iniziare a distinguere le varie tipologie di malto, le quali si distinguono nel seguente modo. Il malto base è la tipologia più frequentemente usata; un esempio è il malto Pilsner, utilizzato per le birre di colore chiaro.

I malti caramellati, invece, come il Carapils, vengono utilizzati per dare corpo alla birra; anch’essi possiedono un colore molto chiaro. I malti tostati sono impiegati tendenzialmente nella produzione di birre scure. Vengono prodotti inoltre molti altri tipi di malti che possono essere destinati alla produzione di tipologie di birre particolari.

Esistono vari punti di riferimento dove poter trovare le tipologie di malto. Rivolgersi ai negozi online è sicuramente un metodo utile, efficace e veloce di trovare subito ciò di cui si ha bisogno.

Esempi di siti che mettono a disposizione i vari malti sono il ”Birramia”, dal quale, oltre al malto, si può facilmente acquistare l’intero kit per la produzione della birra. ”MrMalt” è un’azienda che può vantare di possedere una lunga esperienza nel campo.

Il sito contiene, oltre a svariati kit destinati a questo tipo di prodotto, una serie di informazioni, racchiuse all’interno di una guida, le quali aiutano coloro che sono interessati alla creazione della birra.

Un altro sito a cui rivolgersi è il ”canevabirra”, il quale mette a disposizione, oltre ai kit, anche una serie di contenitori ed oggetti finalizzati alla produzione del prodotto. Naturalmente, oltre ai siti web, il malto può essere facilmente reperito in negozi appositi; tramite una ricerca internet è molto semplice ricercare il punto vendita più vicino.

Kit birra fai da te

Fare la birra in casa sta diventando un hobby sempre più popolare, e questo va di pari passo con l’aumento di popolarità delle birre artigianali e soprattutto con la sempre maggiore diffusione della cultura della qualità della birra. Micro birrifici artigianali si stanno diffondendo rapidamente e stanno guadagnando sempre più estimatori per i loro prodotti naturali, di qualità e spesso a kilometro zero.

Sempre più spesso si tende infatti a dare importanza alla birra, alla conoscenza dei diversi tipi e prodotti, alle loro caratteristiche e ai loro abbinamenti con vari tipi di alimenti, un po’ come tradizionalmente si fa col vino, e stanno rapidamente guadagnando popolarità corsi e degustazioni di birra.

La birra così sta perdendo il suo connotato tradizionale di “sorella povera” del vino e di bevanda poco raffinata o plebea, acquistando dignità. In fondo si tratta della bevanda alcolica più antica, che probabilmente risale fino alla civiltà sumera (di sicuro la conoscevano i babilonesi e gli egizi), anche se all’epoca si utilizzavano cereali diversi e fermentati naturalmente.

Per la birrificazione domestica sono essenziali, almeno per chi sta muovendo i primi passi, i kit birra fai da te che consentono anche ai neofiti un accesso facilitato e guidato alle materie prime e alle attrezzature necessarie, oltre che alle ricette più semplici ma efficaci per ottenere un buon prodotto anche a livello domestico.

Un kit per la birrificazione domestica costa dai 50-60 fino ai 90 euro (a seconda delle marche, della qualità e dei rivenditori) ed in genere contiene materiale per produrre circa 20-23 litri di birra. Di solito questi kit comprendono una confezione di malto, un fermentatore, un gorgogliatore, un termometro per il mosto, un dosatore per lo zucchero, una spatola, un densimetro per calcolare la gradazione alcolica, un prodotto per sterilizzare il materiale e infine una tappatrice per sigillare la birra dopo averla imbottigliata. Acquistando nuove confezioni di malto l’attrezzatura del kit può essere riutilizzata diverse volte (dopo essere stata accuratamente sterilizzata ad ogni utilizzo).

In commercio si trovano diversi tipi e diverse marche di malto, per cui è possibile produrre, con un unico kit di attrezzature, tipi di birre diverse seguendo le specifiche ricette. Sono facilmente reperibili sia online che presso i rivenditori di kit per birrificazione casalinga, ad esempio, confezioni di malto per produrre birre lager, pilsner, irish stout, pale ale ed altre ancora.

Il processo per la produzione della birra comincia con la preparazione del mosto, secondo le istruzioni fornite con il kit. Una volta pronto, il mosto va quindi trasferito nel fermentatore. Il processo di fermentazione comincia nell’arco di 2 o 3 ore e dura in genere circa 7 o 8 giorni, ma può variare in funzione della temperatura (più fa caldo più la fermentazione sarà veloce).

Una volta completata la fermentazione la birra deve essere imbottigliata in contenitori sterilizzati che vengono quindi sigillati. In ogni bottiglia si aggiunge una piccola quantità di zucchero, che innesca una seconda fermentazione.

Questo processo produce gas, ed è quindi il responsabile della formazione della classica schiuma della birra.

A questo punto il prodotto va lasciato riposare per almeno un mese, dopo di che le bottiglie possono essere stappate e la birra finalmente assaggiata. E’ importante ricordare che, perché il processo funzioni correttamente, tutta l’attrezzatura che viene a contatto con la birra, dalla pentola utilizzata per preparare il mosto fino alle bottiglie, deve essere accuratamente sterilizzata prima dell’utilizzo. Nei kit per la birrificazione domestica è di solito compreso un prodotto apposito per la sterilizzazione.

Seguendo le istruzioni e usando gli ingredienti del kit standard si produce di solito una birra chiara e leggera (circa 4 gradi), anche se la soddisfazione di poter bere una birra autoprodotta va ben oltre la semplice ed oggettiva qualità.

Con un po’ di esperienza, con l’aiuto di ricette diverse o provando diversi tipi di malto è comunque possibile personalizzare la propria birra e creare una ricetta personale, ad esempio aggiungendo del luppolo, l’ingrediente responsabile del sapore amaro della birra, o sostituendo parte dello zucchero con del miele per dare sfumature diverse di colore e sapore alla propria birra. Si può anche, semplicemente, procedere per tentativi, fino a soddisfare completamente il proprio gusto.

Produzione birra artigianale: ecco come fare (con i kit)

La birra è una bevanda molto amata. Comunemente si conosce la birra industriale che viene prodotta con additivi chimici, conservanti e con surrogati del malto d’orzo e vengono filtrate e pastorizzate per ottenere una lunga conservazione ed evitare che, col tempo, cambi il gusto.

La birra artigianale, invece, viene prodotta con 4 sostanziali ingredienti naturali al 100%: acqua, lievito, luppolo e malto d’orzo. Non viene nè filtrata nè pastorizzata ma bensì è una bevanda che si ottiene attraverso la fermentazione che donerà alla birra la sua gradazione alcolica.

Non tutti sanno che è possibile autoprodurre la birra artigianale a casa propria e senza troppe problematiche.

Un valido aiuto nell’auto produzione della birra artigianale viene offerto da dei kit per produrre la birra. Negli ultimi anni, questi kit, stanno spopolando tra gli italiani.

Senza l’attrezzatura non è possibile creare la birra perché essendo la birra ricca di lieviti che fermentano basterebbe una piccola imprecisione per buttare le materie prime e il tempo che si è dedicato alla creazione della birra.

I kit non sono sostituibili con le comuni pentole casalinghe e vanno necessariamente acquistati. E’ impensabile, quindi, creare la birra senza l’ausilio di questi kit.

  • Un kit base per la preparazione della birra contiene:
  • un fermentatore (dove la birra fermenterà)
  • un gorgogliatore (indispensabile per capire se effettivamente la birra sta fermentando)
  • un particolare tubo per permettere il travaso
  • un densimetro (utile per capire a che punto è la maturazione della birra).

Le materie prime naturali di cui si ha bisogno per creare la birra sono:

  • i lieviti (che fanno fermentare la birra)
  • il malto d’orzo
  • il luppolo.

Il malto d’orzo viene sterilizzato e arricchito con il luppolo che dona un lieve sapore amaro.
Questo procedimento è abbastanza complesso e, per tale ragione, vengono venduti già miscelati.

Una volta che si è in possesso di tutte le attrezzature e le materie prime per creare la birra si può procedere alla produzione.

Innanzitutto occorre scaldare il malto in acqua a bagnomaria.

Questo procedimento è essenziale perché al malto vanno aggiunti i lieviti che fermentano solo ad una temperatura stabilita.

Nei kit, solitamente, viene fornito anche un termometro per misurare la temperatura. Se questa è troppo bassa i lieviti non fermentano mentre, se è troppo alta, i lieviti muoiono.
Una volta terminato questo processo bisognerà inserire il malto nel fermentatore (solitamente un bidone di plastica con chiusura ermetica) a cui va aggiunta l’acqua per arrivare alla temperatura necessaria affinché i lieviti lavorino, il lievito stesso e lo zucchero che ha la funzione di farlo attivare.

Appena sono state aggiunte tutte le materie si provvederà a chiudere ermeticamente il fermentatore.
Nella parte alta del fermentatore si trova un piccolo buco a cui va collegato il gorgogliatore che è una specie di contenitore con dentro della comune acqua che fa capire se la birra sta fermentando.

Se udiamo dei gorgoglii vuol dire che tutto sta andando per il verso giusto. Ciò avviene perché dal fermentatore fuoriesce del gas che fa ”bollire” l’acqua presente nel gorgogliatore.

La durata della fermentazione è molto variabile e dipende dalla stagione in cui ci si trova. In estate il tempo di fermentazione è minore rispetto alla stagione invernale.

Si può affermare che, in media, la fermentazione dura circa dieci giorni.

Per capire se la fermentazione è terminata bisogna analizzare il mosto aprendo il rubinetto presente sulla parte inferiore del fermentatore. Possiamo raccogliere il mosto in un bicchiere e capire se ha raggiunto la densità che si desidera attraverso l’apposito densimetro presente in tutti i kit.

Appena il mosto avrà raggiunto la giusta densità si travaserà il tutto in un ulteriore contenitore a cui verrà aggiunta un’altra quota di zucchero per permettere l’ottenimento delle classiche bollicine.

A questo punto bisognerà far passare ancora qualche giorno per iniziare l’imbottigliatura della birra.

E’ indispensabile procedere alla sterilizzazione delle bottiglie per evitare problemi di conservazione.

Dopo aver correttamente imbottigliato la propria birra dovranno trascorrere circa due mesi per essere degustata, periodo nel quale la birra subisce un processo di maturazione.

Trascorso il tempo di maturazione la birra artigianale autoprodotta è pronta per essere consumata.

Come fare birra fatta in casa con kit: guida passo passo

Per tutti gli amanti della birra questi ultimi anni hanno visto la forte diffusione sul mercato dell’oggetto dei desideri: un kit per prepararla in casa.

Quella che potrebbe sembrare un’impresa, in realtà, richiede soltanto applicazione e tenacia. Qui di seguito vediamo come fare, seguendo passo per passo le procedure.

– Il kit

Sul mercato sono disponibili ormai diversi kit, in più formati e in più confezioni. Le differenze nel prezzo sono giustificate dalla diversa qualità o dal diverso numero di componenti previsti all’interno del completo.

La parte più importante è rappresentata dal fermentatore, all’interno del quale la birra assumerà una notevole parte della propria consistenza. E’ formato da un rubinetto (per i travasi) e da un’apertura per controllare l’avanzamento della fermentazione. Altra parte importante è la tappatrice, da cui dipende il confezionamento della nostra birra. Una buona chiusura permetterà un risultato finale più gradevole e il modello a colonna è preferibile, seppur non contenuto in tutti i kit.

Il densimetro servirà ad avere un’idea più chiara del prodotto che sta venendo fuori mostrando la densità della birra. Una valida alternativa è rappresentata dal rifrattometro, uno strumento che permette di conoscere la densità della soluzione “sprecando” una sola goccia per il test, a differenza del cilindro di mosto da prelevare per il densimetro.

Il kit è completato, solitamente, dal gasatore, da un secchio per il travaso e da termometri.

Vanno acquistate, a parte, le latte contenenti la miscela di malto e l’estratto di luppolo (qui troveremo più soluzioni, è opportuno scegliere secondo i propri gusti e secondo la propria esperienza), in quanto quelle contenute nei kit potrebbero non coniugarsi con i gusti personali.

– Mettersi al lavoro: la prima cosa da fare

Prima di tutto è fondamentale pulire per bene il kit appena comprato. Prima e dopo ogni uso, è opportuno effettuare un’adeguata pulizia (onde evitare infezioni o cattivi sapori). Possono bastare abbondanti dosi d’acqua o, al limite, dei detergenti appositi per questi prodotti.

– Lavorare al preparato di malto e al mosto

Iniziamo la vera e propria produzione della birra. E’ consigliabile tenere la latta contenente il preparato a bagno maria o comunque vicino a fonti di calore per qualche minuto, al fine di renderlo più liquido. Infatti, una volta aperto vi accorgerete che la condizione iniziale è più simile ad una melassa (particolarmente viscosa) che ad una sostanza liquida. In una pentola con circa 4 litri d’acqua scioglieremo il malto.

Per il mosto, diluire a seconda della densità desiderata. Se all’interno del barattolo restano dei depositi di mosto lungo le pareti, sarebbe opportuno cercare di ripulirlo con acqua calda, per evitare sprechi di materiale.

Tenere sul gas per circa 5 minuti, avendo cura di non andare oltre la temperatura d’ebollizione.
E’ bene ricordare che la qualità dell’acqua può condizionare fortemente il prodotto finale. A tal proposito, per evitare qualunque problema riconducibile all’acqua da rubinetto, quelle in bottiglia andranno più che bene.

Durante questa operazione, potrete seguire le indicazioni del kit a seconda della quantità di zucchero da inserire. Non tutti i kit prevedono dei dosatori, ma nel caso che il vostro ne sia fornito, utilizzatelo secondo le direttive delle istruzioni. Potete utilizzare il classico zucchero semolato o, se avete voglia di provare nuovi gusti, lo zucchero di canna.

Fate sì che la vostra soluzione sia ben amalgamata e sufficientemente fluida. Al termine di questa operazione, lasciate riposare il liquido. Per far sì che la temperatura diminuisca più in fretta, potete inserire la pentola in una vasca con del ghiaccio.

– Un passaggio cruciale: la fermentazione

Una volta che il preparato avrà raggiunto circa 25 °C, versarlo all’interno del fermentatore. Fate particolare attenzione a non disperdere liquido (è molto difficile da ripulire). Solitamente le ricette sono messe a punto su contenitori da 23 litri e il mosto non raggiunge questa quantità, quindi versare acqua per riempire completamente il fermentatore. E’ sempre consigliabile utilizzare acqua in bottiglia, possibilmente a temperatura ambiente. Attenzione al fatto che l’acqua non sia troppo fredda: potrebbe infatti danneggiare il mosto in fase di fermentazione, limitando quest’ultima o compromettendola seriamente. Di fatti, è importante che la temperatura della soluzione di acqua e mosto all’interno del fermentatore sia ricompresa tra i 17 °C e i 24 °C durante tutto il periodo di fermentazione.

– Preparare il lievito

E’ dunque giunto il momento di aggiungere il lievito alla nostra soluzione a riposo nel fermentatore. A onor del vero, viste le tempistiche richieste, sarebbe preferibile iniziare a lavorare al lievito contemporaneamente allo scioglimento del mosto nella latta. In questo modo, riusciremo a guadagnare tempo, concludendo l’intero processo in tempi più brevi.

Per reidratare il lievito secco, inserire in un piccolo pentolino una quantità d’acqua idonea per scioglierlo (non più di tre bicchieri) e controllare che la soluzione non superi i 32-33 °C. Tenere sul fuoco per circa un quarto d’ora e, al termine, lasciare a riposo per pochi minuti (massimo 10).

Il lievito, una volta reidratato, forma un velo marroncino in superficie. Una volta notato quest’ultimo particolare, risulta essere ideale un’ulteriore mescolata, affinché l’amalgama migliori in consistenza. Al termine di questo procedimento lasciare a riposo il lievito per qualche minuto.

– Effettuare le dovute misurazioni di densità

In molti suggeriscono misurazioni di densità ad una soluzione già mescolata di mosto e lievito. Da un altro punto di vista, consigliamo di effettuare le misurazioni prima dell’aggiunta del lievito al mosto.
La misurazione della densità è un passaggio assolutamente fondamentale, in grado di darci un primo e attendibilissimo responso sulla qualità del mosto posto in fermentazione.

Attraverso il rubinetto del fermentatore, prelevare una piccola quantità di liquido da versare nel cilindro fornito dal kit. Inserendo il densimetro all’interno del cilindro, il Principio di Archimede porterà l’asta a dei livelli tali da poter leggere i dati emersi, dandoci occasione di maturare un’idea circa la gradazione alcolica della birra, l’eventuale quantità di acqua o tempo di fermentazione di cui la soluzione potrebbe ulteriormente necessitare.

La soluzione potrebbe anche essere assaggiata, tuttavia non è consigliabile per via dei sapori non completamente maturati e che richiederebbero la valutazione di una persona esperta.
Al termine della nostra misurazione è fondamentale non reinserire il liquido prelevato nel fermentatore, in quanto si rischia seriamente di mettere a repentaglio l’intera soluzione.

Il rischio di potenziali infezioni è talmente alto da poter danneggiare il mosto liquido, portando a vanificare l’intero lavoro e a dover intervenire con massicce operazione di pulizia per quel che riguarda il kit.

– Aggiungere il lievito al preparato in fermentazione

Effettuate le dovute misurazioni al mosto e una volta che il lievito è pronto, arriva il momento di aggiungere quest’ultimo alla soluzione in fermentazione. Questa è una fase decisamente importante, in quanto l’unione di questi due elementi fa sì che la soluzione nel fermentatore assuma le vere caratteristiche della birra.

Versare con calma ed estrema attenzione il lievito all’interno del fermentatore e mescolare la soluzione con particolare attenzione alla pulizia di strumenti e attrezzi. Dovrebbe essere fornita nel kit una paletta per poter mescolare il mosto con il lievito.

Terminata questa operazione, chiudere il fermentatore e montare il gorgogliatore al tappo. Quest’ultima azione si rivelerà fondamentale: aggiungendo infatti un liquido al gorgogliatore (potrebbe essere acqua o alcool, come whisky o vodka) ci si assicura la creazione di una sorta di barriera tra la birra in fermentazione e l’ambiente circostante. L’utilizzo di liquidi idonei, tra cui quelli citati precedentemente, rendono praticamente innocuo un eventuale ingresso degli stessi all’interno del fermentatore.

– Mettere a riposo la birra in fermentazione

Come detto, l’unione del lievito al mosto dà vita alla birra. Tuttavia, ultimato questo procedimento, la soluzione richiede diverso tempo per completare la fermentazione e per assumere il sapore delicato della bevanda desiderata.

Il fermentatore va situato in un posto lontano dalla luce e da fonti di calore, possibilmente buio e con una temperatura media di circa 20 °C. In pochissime ore inizierà il processo di fermentazione e potremo notare le prime bolle salire lungo il contenitore.

Quelle che vediamo salire per il gorgogliatore non sono altro che delle particelle di anidride carbonica (CO2), le maggiori responsabili del gonfiore addominale da birra e che una buona produzione cerca di ridurre ai minimi livelli possibile. Se il gorgogliatore, per vari motivi, non producesse più bolle d’aria, ciò non significherebbe che il processo di fermentazione si sia fermato.

A questo punto, non ci resta che tenere la nostra birra in fermentazione per circa una settimana. Nel corso di questi giorni è molto importante tenere costantemente sotto controllo il livello di densità della soluzione, in quanto a seconda del responso potremmo decidere di aggiungere ulteriori giorni di fermentazione alla settimana prevista inizialmente.

E’ sconsigliato l’utilizzo del rifrattometro per queste ultime misurazioni, in quanto l’alcool potrebbe far risultare dei valori eccessivamente sfasati.

Al termine della fermentazione, nel caso notaste eccessiva presenza di sedimenti sul fondo del contenitore, si può procedere con un travaso in altri recipienti.

Questi, come qualunque altro attrezzo impiegato in queste operazioni, devono essere assolutamente puliti. Basta infatti poco per rovinare la birra con delle sgradevoli infezioni.

– La fase finale: imbottigliamento

Siamo arrivati al culmine del nostro percorso. La birra ha completato la fermentazione, ora non resta altro che imbottigliarla. In realtà, il procedimento è tutt’altro che semplice come da questa affermazione potrebbe risultare, ma con le dovute accortezze e precauzioni il risultato si potrà rivelare eccellente.
Il nostro fermentatore da kit è solitamente da 23 litri, quindi dobbiamo adeguarci.

Quali bottigliere utilizzare e quante utilizzarne ? Ovviamente sono assolutamente consigliati i recipienti in vetro più che quelli in plastica (da evitare).

Se usassimo bottiglie da un litro, ce ne servirebbero 23 (quanti sono i litri di birra prodotti). Tenendone tre o quattro di riserva per qualsiasi evenienza, ci prepariamo all’imbottigliamento vero e proprio ultimando ulteriori lavorazioni.

E’ necessario sanificare le bottiglie da utilizzare e i tappi (preferibilmente di tipo bidul) che andranno a confezionare la nostra birra, tramite degli sterilizzatori professionali o, più comodamente, tramite delle soluzioni di acqua calda e bisolfito (altamente igienizzante).

All’interno del kit troveremo il tappatore. E’ preferibile il modello a colonna, per un lavoro di maggior precisione e dalla maggiore sicurezza.

E’ sempre consigliato effettuare un altro travaso dal fermentatore ad una tinozza graduata, in modo da poter facilmente leggere la quantità di litri di birra a nostra disposizione.

Nel mentre di questa operazione si proceda al calcolo dello zucchero da inserire per la fermentazione in bottiglia. La quantità di zucchero è intesa per litro di birra ed è espressa in grammi. Se ad esempio volessimo utilizzare 5 grammi di zucchero per litro, ci occorrerebbero 115 grammi di zucchero (23 litri di birra x 5 grammi di zucchero).

Facciamo riscaldare poco meno di mezzo litro d’acqua e, quando ad ebollizione, versiamo la quantità di zucchero opportuna. Facciamo bollire questa soluzione per qualche secondo e facciamola riposare, portandola a temperatura del mosto.

Una volta che queste saranno equiparate, versare la soluzione di acqua e zucchero nella nostra tinozza contenente la birra e mescoliamo.

Ora è possibile imbottigliare la birra: facciamo attenzione a non esagerare con le quantità per bottiglia e soprattutto evitiamo che ne fuoriesca, in quanto sarebbe un gran peccato buttare qualcosa per cui abbiamo duramente lavorato.

Tappare il prima possibile le bottiglie utilizzando la tappatrice (preferibilmente a colonna).

Al termine di questa operazione, le nostre birre dovranno riposare per un’altra settimana circa prima di poter essere consumate. Se abbiamo utilizzato lieviti ad alta fermentazione, facciamole riposare in ambienti sui 20 °C. Nel caso di utilizzo di lieviti a bassa fermentazione, ambienti a 10 °C saranno più che idonei.

Passati questi ultimi sette giorni non ci resta che assaporare la birra che abbiamo prodotto in casa con il kit.

Kit produzione birra artigianale: gratis guida definitiva

Se stai pensando di buttarti nel mondo dell’home brewing e di farti la tua birra artigianale in casa, ti servono un kit per birra e capire quali siano gli strumenti, le attrezzature e i prodotti per iniziare a produrre la tua prima birra in casa.

Per fare la birra in casa infatti bisogna non solo avere un buon kit per la birra, ma bisogna prima imparare il metodo giusto per fare la birra. Questa guida ti insegnerà come fare la birra artigianale direttamente da casa tua!

– Primo passo: Programmare e studiare la propria birra

Se vuoi produrre la tua birra, ti serve ovviamente un kit per fare la birra in casa. Prima di acquistare i prodotti necessari, tuttavia, c’è bisogno di un periodo in cui si studia e si approfondisce il prodotto, o per lo meno l’idea che abbiamo di esso. Per prima cosa è importante capire che tipo di birra vogliamo produrre. Questo perché ogni tipologia necessità di attrezzature particolari. Inoltre per ogni categoria esistono malti, luppoli e lieviti diversi, che danno colore e aromi differenti.

Il malto da birra: migliori malti per birra fatta in casa

E’ importantissimo scegliere un buon malto da birra. Su web è possibile trovare diverse ricette di malti per birra artigianale già prestabilite, e un consiglio personale che posso dare a tutti colore che per la prima volta si immergono in questo mondo, è che per iniziare la cosa migliore sarebbe acquistare un kit di produzione, che contiene al suo interno i diversi strumenti necessari, ricette prestabilite con anche malti, luppoli e lieviti già pronti per essere utilizzati.

– Kit produzione birra: componenti e attrezzature per fare la birra

Per poterti cimentare con l’home brewing hai bisogno della giusta attrezzatura fare la birra in casa con il kit. Nei kit per fare la birra, come abbiamo già detto precedentemente, è possibile trovare già molta, se non tutta, dell’attrezzatura necessaria per poter iniziare a produrre la nostra birra fatta in casa.

In particolare, ciò che serve è:

1. Fermentatore: kit fermentazione birra

sicuramente il fermentatore è uno strumento fondamentale per poter cominciare. Di kit fermentazione birra esistono di diversi modelli, che vanno dalla plastica alimentare fino a quelli in acciaio inox. I kit birra acciaio ovviamente sono i migliori, perché permettono alla birra di fermentare meglio. Solitamente nei kit produzione, vengono venduti quelli in plastica, che comunque svolgono lo stesso lavoro che potrebbe risultare andando ad utilizzare uno in inox. Esistono bidoni di diverse grandezze, dai 10 litri fino ad arrivare anche a quelli di 100/150 litri.

I fermentatori poi possono avere diverse attrezzature aggiuntive, come ad esempio il rubinetto o il gorgogliatore. Solitamente tutti i bidoni di fermentazione che siano in plastica alimentare o che siano in inox, hanno già un rubinetto a disposizione, che servirà nella fase di imbottigliamento.

Il gorgogliatore invece è uno strumento posizionato sopra il coperchio del fermentatore, che potrà tornarci utile per visualizzare l’andamento della fermentazione, anche se in realtà non è uno strumento che riesce a darci delle informazioni sempre corrette.

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Invece, uno strumento fondamentale, al meno secondo il mio parere, è il tubo per il travaso. Questo servirà sempre in fase di imbottigliamento, quando andremo a travasare dal fermentatore alle bottiglie. È possibile farlo anche solamente aprendo il rubinetto che si trova sulla parte basale del bidone, però, la birra, soprattutto quella giovane che ha appena finito la fase di fermentazione, è molto ossidabile, quindi sarebbe meglio se si riducesse al minimo l’esposizione all’aria, è questo è possibile farlo mediante l’utilizzo di una cannula che andrà inserita nel rubinetto.

2. Densimetro per kit produzione birra

il densimetro è uno strumento fondamentale per poter capire, appunto, la densità del mosto, e quindi poter decidere se si desidera interrompere la fermentazione oppure lasciarla continuare e quindi avere una birra più pastosa. Il densimetro viene venduto con lo strumento più dei flaconcini per il test.

In realtà misurare la densità per un prodotto fatto in casa, è veramente facile, in quanto basterebbe aprire il rubinetto, versare la birra in un bicchiere e vedere con i nostri occhi se il prodotto ha raggiunto gli standard necessari.

Però è anche vero che questo metodo richiede di sprecare molto prodotto, in quanto solitamente è assolutamente sconsigliato aprire il fermentatore per rimetterci dentro la birra utilizzata per i test, per questo l’utilizzo di un densimetro (che comunque sarà molto più preciso rispetto alle nostre sensazioni), ci permette di utilizzare pochi cc, avendo comunque un riscontro accurato.

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3. Dosatore di zucchero per kit birra

una delle cause maggiori per cui la birra scoppia in bottiglia, è proprio perché lo zucchero non è stato dosato correttamente. Avere un dosatore di zucchero che ci permette di dosare le quantità corrette, semplifica e soprattutto salva la maggior parte del nostro lavoro.

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4. Tappatrice, tappi e bottiglie

naturalmente bisognerà pensare anche al momento dell’imbottigliamento. Sicuramente ci vorranno delle bottiglie, che possono però essere riutilizzate, mentre per quanto riguarda i tappi, dovranno necessariamente essere acquistati in quanto è quasi impossibile riutilizzare i tappi riciclati.

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Per le bottiglie di birra vengono venduti i tappi a corona e per poterli inserire nelle bottiglie bisognerà utilizzare una tappatrice a leva.

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5. Detergenti per kit birra fatta in casa

la pulizia è molto importante, sia delle bottiglie, dei fermentatori e di qualsiasi strumento che si utilizza per la realizzazione del prodotto. Questo per evitare di ritrovarci una birra con all’interno lievi non voluti o spore di microrganismi che andrebbero ad irrancidire il nostro prodotto.

Naturalmente poi ci saranno da acquistare i vari malti, lieviti e luppoli necessari per produrre la nostra birra, che solitamente vengono già venduti all’interno dei kit di produzione per la birra.

Ecco qual’è il miglior kit di produzione birra (i migliori 5)

Ho scritto una guida ai migliori kit di produzione birra, quindi puoi trovare le informazioni su un buon kit birra lì.

Ecco comunque alcuni kit birra per principianti (buon rapporto qualità prezzo), consigliati per chi vuole iniziare a produrre la propria birra in casa!

Questo ad esempio è il miglior kit birra fatta casa per iniziare e produrre la birra in una settimana. Si può sperimentare la produzione di birra in casa con un costo basso.

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Questo invece è un kit più prestigioso, per produrre dell’ottima birra. Il costo è comunque contenuto, intorno ai 70 €, e a questo prezzo si può avere della gustosa birra di qualsiasi tipologia, in poche settimane.

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L’ultimo consigliato è il kit birra Cooper, un solido e robusto kit per la birra che permette di produrre in casa birra di qualità veramente elevate. E’ consigliato per chi è già esperto nella produzione di birra artigianale in casa, e permette di unire precisione e velocità.

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Kit fermentazione birra

Un kit fermentazione birra è fondamentale per poter fare una buona birra, soprattutto se si è birrai alle prime esperienze. I più esperti, infatti, spesso fanno uso di elementi acquistati separatamente e scelti in base alle proprie necessità, frutto, quest’ultima, anche dell’esperienza nata dal produrre regolarmente la birra.

I kit di fermentazione più classici sono caratterizzati da alcuni elementi comuni, necessari per ottenere la bevanda bionda. Per prima cosa, un kit contiene un fermentatore, un densimetro, un gorgogliatore, una serie di tubi per il travaso, un termometro, una tappatrice e alcuni prodotti per la sanificazione. A seconda dei kit, poi, possono essere presenti un secondo fermentatore, i tappi o altri elementi utili a produrre la propria birra.

Infine, la maggior parte dei kit offre del lievito e un barattolo di estratto di malto: la presenza di quest’ultimo ingrediente permette di facilitare di molto la produzione della birra visto che non sarà necessario effettuare una serie di procedure complesse come la macinatura del luppolo o l’ammostamento.

Anche se non presenti nei kit, i barattoli di estratto di malto possono essere acquistati a parte. Quando si è un neofita dell’homebrewing è importante effettuare tale acquisto: con il tempo e l’esperienza, invece, si potrà pensare di iniziare la produzione dalla macinatura del luppolo.

Una volta che il kit di fermentazione birra è pronto, si può iniziare a produrre la birra. Non si tratta di un procedimento difficile, ma sicuramente necessita una grossa pazienza, attenzione e anche la consapevolezza che le prime birre potrebbero avere un gusto che non coincide con quello che ci si aspetta: con l’esperienza, con la scelta dei lieviti giusti e dei diversi tipi di malto, si potranno ottenere birre differenti, in grado di soddisfare al meglio le proprie aspettative.

Il processo di preparazione della birra può essere suddiviso in varie fasi. Una prima fase è prettamente di pulizia e sanificazione. Prima e dopo aver utilizzato il kit di fermentazione, infatti, è necessario assicurarsi della sua corretta pulizia, tramite un lavaggio e una sanificazione accurati, secondo quanto indicato nelle istruzioni.

Successivamente, si passa alla preparazione vera e propria, con il riscaldamento dell’estratto di malto per un migliore travaso dal barattolo di origine a una pentola contenente acqua. Mescolare bene è fondamentale, in modo da ottenere un composto omogeneo. In questa fase della preparazione va aggiunto dello zucchero, le cui quantità variano a seconda del tipo di birra che si sta producendo. Il composto deve essere portato ad ebollizione e fatto bollire per alcuni minuti.

Dopo questo passaggio si procede con l’utilizzo del fermentatore: a seconda del tipo di lievito che si usa e dell’esperienza del birraio si potrà versare il lievito direttamente nel fermentatore o procedere dapprima all’idratazione dello stesso. In questa fase del procedimento è importante controllare sia la temperatura del mosto in fermentazione sia, soprattutto, la densità. Il campione utilizzato per la misura della densità non deve essere rimessa nel fermentatore, ma buttata.

I processi che avvengono nel fermentatore vanno controllati con attenzione e, inoltre così come va posta molta attenzione nell’applicazione del gorgogliatore e nell’aggiunta dell’acqua.

Il fermentatore rappresenta la parte più importante del kit visto che proprio al suo interno avviene la trasformazione del malto in birra.

Quando il fermentatore è pronto va disposto in una stanza sicura da urti e al buio. Inoltre, la temperatura della stanza in cui esso viene riposto deve essere costante e di 20-22°C. In questo modo si potrà avere la certezza di un inizio rapido della fermentazione.

Il riconoscimento dell’avviato processo avviene per via uditiva: il fermentatore in questa fase non va aperto, ma si può riconoscere l’avvio della fermentazione dal caratteristico suono che si sentirà nel gorgogliatore.

Indipendentemente dal tipo di kit che si sta utilizzando, la fermentazione deve durare circa una settimana: la durata può variare, più che a seconda del kit, a seconda del tipo di birra che si sta producendo.

Per questo motivo, anche il momento in cui si può effettuare l’imbottigliamento varia: esso non deve mai essere misurato in giorni, ma va valutato in base alla densità del mosto. Imparare a leggere e ad utilizzare il densimetro è quindi fondamentale, soprattutto in questo ultimo, importantissimo passaggio.

Introduzione alla storia della birra

La storia della birra è molto antica. Le prime scoperte relative alla produzione di birra nella storia risalgono agli antichi egiziani, e probabilmente anche prima (con i Fenici).

Dalle sue prime apparizioni la birra ha continuato ad essere presente nelle società di ogni tempo, e la birra nel tempo ha acquistato sempre più popolarità, tanto da essere considerata una delle bevande alcoliche più consumate al mondo.

La birra artigianale è sempre più presente nei pub, nei locali così come in supermercati e nelle case di ognuno di noi. Ovviamente esistono tantissimi tipi di birra artigianale, e comunque resta una delle nicche di mercato più floride e pare anche sempreverdi.

Le birre artigianali vengono prodotte in modi diversi, e talvolta si trovano microbirrifici a produzione limitata, altre volte anche produzioni più massiccie (si pensi alla birra belga, esportata nei pub di tutta Italia e del mondo).

In questa sezione del sito si esplorerà quindi la storia della birra e notizie storiche sulla birra, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Tutte le notizie e le curiosità storiche sulla birra e sulla birra artigianale, su come veniva prodotta tanto tempo fa e su come invece viene prodotta oggi. Si vedranno le differenze delle diverse epoche storiche in relazione alla produzione e al consumo di birra nelle società del tempo, così come nelle società moderne.

Infatti nonostante culture così lontane tra loro, la birra resta una delle bevande più consumate per la maggior parte di queste culture. Anche ad esempio in Italia, dove è molto presente anche la cultura del vino di qualità, la birra resta sempre e comunque una bevanda consumata da giovani e da più grandi. Accompagnata da pizza, aperitivi, ma anche da serate in discoteca, locali e pub.

La birra dunque, dalla più commerciale alla più raffinata e di nicchia, nel passato e nella società dei giorni nostri.

Torna sul blog e scopri di più.

La nuova moda: i kit di produzione “birra fatta in casa”

I kit di produzione per fare la birra artigianale in casa sono sempre più di moda tra giovani e anche più grandi che amano bere una birra di qualità. Fare la birra in casa non è infatti complicato. Fare la birra con i kit di produzione richiede pochi giorni di preparazione, e in tempi non troppo lunghi (ovviamente va considerato il tempo necessario per la fermentazione) permette di avere una birra di qualità spesso superiore rispetto a quella della birra prodotta industrialmente.

Grazie ai kit di produzione birra, che hanno costi anche contenuti (con prezzi a partire dai 70 euro), è quindi possibile produrre la propria birra, secondo i propri gusti, e bere qualcosa fatta in casa, artigianalmente e con il cuore.

Questi kit per fare la birra sono infatti l’ideale per chiunque voglia bere una birra artigianale di tutti i tipi e le tipologie, senza spendere troppi soldi.

Per preparare la birra in casa quello che serve è del malto e del luppolo (se ne possono trovare di molto buoni in vendita online, sia direttamente in polvere ovvero pressati e macinati, sia interi e quindi poi da pestare direttamente da sè), acqua, zucchero, e tanta acqua!

Una volta preparata la soluzione di birra, è necessario lasciarla nel kit di produzione per diverso tempo (il tempo necessario per la fermentazione della birra), fino a quando, finalmente, la birra sarà pronta per essere bevuta.

La birra poi dev’essere versata nelle bottiglie, che devono poi essere chiuse ermeticamente con dei tappi appositi.

Quando è passato il tempo sufficiente, la birra sarà dunque pronta per essere bevuta! La qualità della birra dipende dalla propria bravura ed esperienza nella preparazione. Una volta che si diventa esperti nel produrre birra artigianale, sicuramente si sapranno le dosi e le combinazioni giuste per ottenere e produrre della ottima birra artigianale, secondo i propri gusti.

Infatti il gusto e il sapore della birra varia molto in base allo zucchero che si utilizza, al malto, al luppolo e a tante altre varianti.

Oltre ovviamente al kit di produzione, che più è buono più permette di produrre birra di qualità ottima.